“Quando senti zoccoli, pensa ai cavalli… ma anche alle zebre”. L’etichetta della sepsi
Autori
Marica Noviello Dirigente medico Medicina Interna Ospedaliera Policlinico di Bari. Direttore Prof. Vincenzo Ostilio Palmieri
Introduzione
L’encefalopatia epatica (EE) rappresenta una complicanza neuropsichiatrica della cirrosi epatica, spesso precipitata da eventi intercorrenti come infezioni o sanguinamenti. In alcuni casi può costituire la prima manifestazione di una malattia epatica cronica precedentemente non diagnosticata.
Situazione clinica iniziale
Il paziente
Paziente di 78 anni, sesso maschile, affetto da epilessia strutturale, cardiopatia ipertensiva, malattia renale cronica II stadio. Conservate prima del ricovero ADL e IADL. Assenza di potus e tabagismo.
Anamnesi patologica, prossima e remota
Da circa 20 anni epilessia strutturale in trattamento con farmaci in buon controllo, ipertensione arteriosa con compromissione d organo, malattia renale cronica II stadio. Diverse cadute accidentali nell'ultimo anno; episodi di stati confusionali di breve durata
Esami diagnostici
Dosaggio ammoniemia Ecografia addome Markes virali HCV RNA
Diagnosi
Sepsi in erisepela gamba sinistra in sede di ulcera post traumatica in paziente anziano
Trattamento in corso
Piperacillina/tazobactam
Approccio alla patologia
Evoluzione della malattia
Persistenza GSC 3. Diagnosi finale: encefalopatia epatica acuta in cirrosi HCV correlata misconosciuta in episodio infettivo
Scelta del trattamento
Lattulosio e rifaximina; proseguiva terapia antibiotica empirica con Piperacillina Tazobactam Terapia antivirale
Efficacia e gestione del trattamento
L'associazione di lattulosio e rifaximina associato a terapia antibiotica ha risolto l'episodio di encefalopatia acuta
Follow-up del paziente
Paziente valutato a 4 settimane dalla dimissione. GSC 10. Animal naming test 15.
Discussione
Il caso mostra un esordio acuto di encefalopatia epatica in un paziente con cirrosi HCV-correlata non precedentemente diagnosticata, precipitata da un’infezione sistemica verosimilmente legata all’erisipela a sua volta innescata da caduta accidentale del paziente (segno di encefalopatia covert). La diagnosi differenziale iniziale includeva sepsi, stato post-critico epilettico e encefalopatia metabolica da insufficienza renale, ma i valori di ammoniemia elevati e i reperti ecografici epatici hanno indirizzato verso la diagnosi definitiva. Il miglioramento dopo terapia mirata con lattulosio e rifaximina conferma la natura epatica dell’encefalopatia.
Conclusioni
L’encefalopatia epatica può rappresentare la prima manifestazione di una patologia epatica cronica misconosciuta. La valutazione dell’ammoniemia e lo studio ecografico del fegato sono strumenti fondamentali per una diagnosi rapida e un trattamento tempestivo.
Bibliografia
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